Oggi abbiamo ripercorso una classica di Arenzano, il passo della Gava. 752m di altitudine in poco più di 6,5 km.
Il gruppo oggi si compone di Ago, Ale,Giuse e Germa.

Il clima non é dei migliori, la maccaia ci opprime aumentando sudorazione e fatica. L' attacco del percorso é sempre la temibile via pecorara, ben nota ai locali per la sua pendenza. Terminato l' asfalto in loc. Curlo, ecco la prima sorpresa della giornata: Il tracciato é stato ottimamente ripristinato in occasione della mare e monti di quest'anno subito dopo le frane che,in più punti, sono cadute sul sentiero. Ora la ciclabilitá della strada é davvero elevata.

La salita non presenta difficoltá. Giunti in prossimità del rifugio incrociamo un nutrito gruppo di bovini al pascolo.
Giunti infine al passo, zuppi di sudore, ecco la seconda sorpresa della giornata.....la fugassa!!!


Il clima comunque non migliora e le basse nubi nascondono anche la cima Tardia. Dopo le foto di rito, ritorniamo al rifugio della Gava per imboccare il sentiero che, da dietro la vasca dell' acqua antincendio, scende proprio sotto la strada percorsa in salita, tagliando a mezza costa il profilo della montagna.
Terza sorpresa, ci accorgiamo che il diluvio abbattutosi su Arenzano qualche settimana addietro ha lasciato parecchi segni. La parte alta, prima percorribile in sella,seppur con attenzione,  ora, per gran parte, va percorso a piedi. Un po' in sella un po' a spinta, arriviamo davanti alla imponente roccia del "Gruppo",non prima però di aver dovuto aggirare a spinta una frana piombata sul sentiero.

L'ambiente  é  eccezionale; la vista sulla Gava a nord e sul mare a sud, apre il cuore. Le montagne aspre e selvagge, sono coperte da vegetazione bassa, tipica della macchia mediterranea, fatta anche dei colori delle bacche, di abbondanti more, di ghiande sui cerri. Il sentiero si fa stretto, più che altro per la incombente vegetazione, poco compatibile con i manubri extra large in dotazione in particolare sulle bici da 29". Giunti sul sentiero proveniente dal lago della Tina, la strada si allarga ma il fondo peggiora;qui molte pietre hanno coperto il tracciato rendendolo particolarmente dissestato.Resta comunque ben percorribile.
Ultima fatica della giornata é la discesa da "pietra quadra" all' imbocco di via pecorara. Si scende lungo un bel sentiero tra bosco e radura in un eccellente single track. Occhio a non farsi prendere la mano però, il sentiero resta tecnico. La pendenza aumenta decisamente in prossimità del prato che conduce alla casa del contadino.

Da qui,il sentiero prosegue dolcemente sino all' asfalto. Bel giro, pesante con tempo umido, che nel giro di un 16 km circa, offre belli scorci di natura selvaggia e varietà di tracciati, dall'asfalto, al fondo in terra, passando per il single trek, al ciclo alpinismo.






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