Nonostante qualcuno abbia detto che:
"Domenica e Divano iniziano entrambe per D, sarà un caso?"
e che
"Secondo un recente studio, la forza gravitazionale è circa nove volte più elevata del normale la domenica sul tuo divano"
questa domenica siamo riusciti a convincere poltronieri e non, ad unirsi insieme per godere di una fantastica gita montanara.
Tutto viene pianificato nei dettagli dal buon ange che in maniera molto previdente prenota anche un tavolo a ristorante. Ma cominciamo dall'inizio: la mattinata comincia bene. Un sole assonnato fa capolino in un'alba da cartolinae riscalda l'aria frizzante mettendoci subito di buon'umore.
L'appuntamento è alle 8.00 nei pressi del campo sportivo di Arenzano.







Arriviamo tutti puntuali e partiamo subito con molta energia in direzione di Cogoleto per una veloce tappa caffè. Il tempo impiegato è minimo, ci si rimette in sella subito alla volta Sciarborasca in direzione Deserto di Varazze. A quest'ora della domenica c'è pochissimo traffico e si puo' divagare chiaccherando coi compagni e gustando il bel panorama naturale che la stradina ci offre a mano a mano che ci avviciniamo verso l'Eremo del Deserto.Prima del Passo del Muraglione raggiungiamo due dei nostri compagni che erano partiti un po' prima per scaldare le gambe.
L'incontro è molto cordiale e calorosoe ci attardiamo un po' discutendo dei massimi sistemi ;) e del senso della vita, forse abbiamo parlato anche del sesso degli angeli e qualcuno approfitta per immortalare questi storici momenti in video indimenticabili.
Dopo poco cominciano i primi piccoli problemini fisici ma il team cerca subito di metterci una pezza
Piccola sosta alla fontanella delle Faie e poi cominciamo l'ascesa verso Pratorotondo.
Il percorso è molto variegato, si passa dalla pista larga e ben battuta al tratto tecnico con pietroni, dai tratti di prato ai sentierini nel bosco con radici affioranti. Insomma non ci si annoia mai! Il vantaggio di questo percorso è che molti tratti si possono percorre all'ombra degli alberi, che in alcuni casi formano anche delle gallerie naturali molto suggestive
La salita è comunque impegnativa. Si passa dai circa 400m slm del Passo del Muraglione ai 1180m slm del Rifugio, da coprire con una percorrenza di circa 8km e una pendenza media del 9% circa. Ogni momento è buono per scattare una foto di gruppooppure per riprendere fiatoL'ultimo tratto di salita, in prossimità del Monte Sciguelo (1102m) è molto impegnativo vista la pendenza e il fondo irregolare ma una volta arrivati in cima lo spettacolo che ci si apre davanti è senz'altro molto appagante
Peccato che una leggera velatura offuschi un po' l'orizzonte.
Un po' scaglionati arriviamo in cima

Fino a ricompattare quasi tutto il gruppoHo scritto "quasi" perchè la coda del gruppo si attarda un po' a chiudere le fila.
Dopo un consulto telefonico si concorda di attendere i ritardatari direttamente in cima, anche perchè è necessario presentarsi per l'ora della prenotazione del ristorante senza troppo ritardo.
Arrivati al rifugio di Pratorotondo notiamo che c'è un raduno di cani svizzeri, quindi il ristorante del rifugio è superaffollato sia da cani che dai loro padroni. Entrati dentro sembra di essere più degli intrusi in un canile che degli avventori in un ristorante.
Questo non ci impedisce comunque dal prendere posto. Dopo poco tempo il gruppo ritorna compatto e anche gli ultimi amici rimasti indietro si uniscono a tavola. In questo caso è proprio il caso di dire "aggiungi un posto a tavola..."
Durante il pranzo si scherza e si ride sempre di gusto, la compagnia è ottima come sempre



e una volta terminato ci si riposa all'aria aperta,godendo del teporino che trasmette il sole nell'aria frizzantina che può trovarsi a 1100m di quota alla fine di settembre.
Finite le vestizioni si riparte per la discesa. Visto l'orario, la stanchezza e la fase post-prandiale si decide di ripercorrere lo stesso percorso dell'andata.
La discesa procede spedita e la giornata è ottima dal punto di vista del meteoanche se qualche piccolo inconveniente ci rallenta un pochino
Arrivati al bivio per la Strada Megalitica una parte del gruppo si sfila, percorrendola fino ad Alpicella, mentre la restante parte procede in maniera molto spedita fino alle Faie e poi da li in asfalto fino a Varazze. La discesa è molto rapida e il gruppo è molto compatto. Dopo essere arrivati a Varazze abbiamo ripercorso la passeggiata a mare fino a Cogoleto, godendo di un sole dai colori molto caldi che comincia a proiettare ombre lunghe.

Grazie a tutti è stato un giro impegnativo e abbastanza lungo, l'impegno fisico c'è stato ma la compagnia cancella sempre qualunque fatica.


* * *
Questo post vorrei dedicarlo a Mehdi che a mio parere ha dimostrato di essere il migliore in questa uscita, riuscendo comunque ad arrivare in cima, facendo appello a tutta la sua forza di volontà e non mollando mai, nonostante i problemi fisici che lo stavano inducendo a desistere. In questo caso, come anche in altre occasioni, ha stretto i denti e non si è fermato di fronte alle avversità!

Si Mehdi, è vero, sei stato un GRANDE!



01/10/2014 Germano
Pian pianino le stiamo scalando tutte le vette. Insieme è più facile! Ho poco da aggiungere al bel resoconto, se non che la prossima volta a)prenotiamo all'altro ristorante, visto il salato conto che ci hano fatto pagare...32.5€...(sigh); b) approfittiamone per scendere sino al Giovo. Infine, piccolo reportage personale della strada megalitica fatta con Ale e Giuse: sentiero tosto nella parte alta; grandi pietre tra foglie, radici e terra smossa e umida in mezzo al fitto del bosco, il tutto contornato da scaloni belli alti da percorrere rigorasamente con sella a quota 0 ecol sedere all'indietro.....servono belle escursioni davanti.....Terminato questo primo tratto imegnativo, il sentiero corre stretto tra gli alberi e si perde un po' nella folta vegetazione....(non mi sembra ci sia mlta manutenzione), per poi sbucare all'aperto in una zona prativa sopra delle cascine. Si giunge infine sull'asfaltata che, con curve veloci porta sino ad Alpicella. Da qui, si va in picchiata sino a incrociare la provinciale e, costeggiando il fiume, si pedala in lieve discesa con un 44 davanti. Velocità massima toccata 40 km/h, non sufficiente per seminare le auto che, lì sul lungo torrente, sfrecciano con sempre maggiore frequenza mano a mano che ci si avvicina al mare.

Scrivi un commento
 Aggiungere un commento su questo articolo 
Titolo commento:
Vostro Nome:
Vostro indirizzo Email:
Notificami nuovi commenti su questo articolo:
Tua Valutazione:





Commenti addizionali:
 
This is a captcha-picture. It is used to prevent mass-access by robots. (see: www.captcha.net)