Domenica 2 novembre, solitamente in questo periodo i primi freddi fanno tirare fuori i maglioni e le giacche, invece, nella giornata dedicata ai morti di quest'anno, ci ritroviamo a mezze maniche con un caldo sole che si alza da un mare liscio come l'olio.
Partiamo dalla baracchetta dal porto di Arenzano per una bella sgambata lungo la tranquilla asfaltata che si inerpica sino al Convento dei frati cappuccini dell'eremo del Deserto e poi ancora più in su al Passo del Muraglione per concludere con una gran classica dei nostri monti, il sentiero "Father and Son", per gli amici FS.
Siamo in 9, decisamente un bel gruppo. Tra le new entry si aggiungono gli  "special guest" Cristiano e Oscar.
Alle 8 del mattino di traffico auto se ne vede poco fortunatamente e l'ascesa è davvero tranquilla. Si sale dal cimitero di Cogoleto a Sciarborasca per poi scendere nella selvaggia valle del torrente Lerone. Giunti nei pressi del bivio col sentiero che porta ai piani di S.Giacomo, ci si immerge, sempre in asfalto, nel fitto del bosco. La strada comincia a salire decisa con pendenze crescenti sino al lieve pianoro su cui è adagiato il monastero. Luogo di pace e silenzio, immerso tra alti e antichi alberi, invita al riposo gli stanchi scalatori.
Si prosegue sempre in asfalto, lungo i tornanti che conducono ad una radura. Passate alcune isolate case e sorpassato l'agriturismo La fonda, si torna a salire sino al passo del muraglione, incrocio con le strade che salgono da Varazze e portano alle località di Alpicella o delle Faie.
Noi prendiamo il sentiero che sulla estrema sinistra del passo conduce in piano sino alla discarica di Casanova.
Il sentiero è dolce ma ben presto si sporca della spazzatura che il vento trasporta dalla attigua discarica.
L'odore diventa acre e irrespirabile. Si accelera per uscire dai cancelli della discarica.Poche centinaia di metri su asfalto e si apre uno scenario completamente diverso; sulla sinistra si stacca il sentiero che porta, tra sali e scendi, alla Chiesa di Ns. Signora dell Guardia. Proseguiamo dritti  ignorando la strada che a destra scende verso la Chiesina dedicata al Beato Jacopo.
Ai piedi di una veloce ma breve discesa, svoltiamo ancora a sinistra in corrispondenza di un tratto pianeggiante. Da qui, fronte a sud verso la Guardia, il panorama spazia a destra verso Savona e il suo porto e a sinistra verso Cogoleto e Arenzano.
Incontriamo una coppia di ragazzi che scatta qualche foto al gruppo riunito...
Il sentiero si fa stretto e impervio. Gradatamente si scende su fondo vivacizzato da molte pietre e scalini che non rendono mai banale la discesa e tengono viva l'attenzione.
L'ambiente è scoperto, qua gli alberi sono radi e la traccia corre lungo i pendii scoscesi della collina ampiamente dilavati dalle acque meteoriche che, oltre a mangiarsi letteralmente pezzi di terreno, trasforma il sentiero in un ruscello.
Eccoci di fronte alla prima compressione che i componenti dell'associazione  Beigua Insane Tribu hanno creato. Un ringraziamento da parte di tutti i ciclisti va a questi ragazzi che con sudore e passione mantengono un sentiero bellissimo.
Solo in due dimostrano di avere il fegato di affrontarla Dido e Sergio, si fanno coraggio sospinti dai tribali incitamenti degli altri.
Missione compiuta! Si riparte dopo i complimenti e il giubilo degli astanti. Il fondo peggiora, complice la pendenza aumentata e il terreno "sbricioloso" che impone attenzione in frenata, pena bloccaggio della ruota posteriore e un "lungo" sino ai cespugli ai lati.
L'ambiente è selvaggio, guarda ill mare a sud, ancora lontano sorvolato da poiane in caccia ed è sormontato dalla chiesa della Guardia; sotto corre il torrente, e le sponde del sentiero, a sinistra, vi scendono con inclinazione quasi verticale.
si arriva alla seconda compressione, ma questa non osa nessuno neppure guardarla. Il tratto finale peraltro è stato portato via dal torrente che lo incrocia lì in fondo
Si bypassa il "mostro" e dal greto del torrente si risale con ripida e dissestata salita. Le gambe devono spingere forte e il peso deve essere calibrato sulla sella per poter superare radici e pietroni.
La fine del sentiero è vicina e si torna a pedalare con pendenza accettabile e in lieve discesa.
Giungiamo sull'asfalto di una strada vicinale.
Qui abbiamo un alterco acceso con i padroni delle case vicine che si mostrano poco tolleranti di fronte ai ciclisti transitanti. Passato il cancello, e spediti ciascuno  dei gruppi contendenti "verso certi paesi", si scende rapidi sull'Aurelia e di qui al punto di partenza.

Lunghezza totale del percorso poco più di 30 km, difficoltà facile su asfalto e media sullo sterrato. Consigliato in qualunque stagione ad esclusione dell'estate per l'esposizione al calore e alle vipere.

Un caloroso ringraziamento ai nuovi ospiti che si sono uniti al nostro gruppo e in particolare a Cristiano che ha saputo non arrendersi di fronte alle difficoltà dando prova di grande tenacia.
Speriamo che in futuro ci siano altri bei momenti da passare insieme.
E per terminare, come sempre, grazie a tutti!

07/11/2014 Cristian
...una passeggiata...
06/11/2014 Cristiano
Le mie energie si sono esaurite appena dopo il bivio del cimitero di Cogoleto:-( tutto il resto è stato possibile solo grazie all'incitamento e allo spirito del Gruppo. Grazie!

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