Diciamo la verità,  un gruppo ciclistico eterogeneo e mal assortito come il nostro, difficilmente si incontra per strada.
Non rappresentiamo il  modello tipo dell'associazionismo sportivo. ...e chi se ne frega vien da dire...
I sorrisini dei pro che ci superano senza troppo sforzo nella salita del Turchino, proprio non ci sfiorano.
Siamo felici di arrancare metro dopo metro fin sul passo del Turchino,

perché a noi, quel che interessa, non è il tempo scandito dal cronometro, ma quello passato assieme.
Ci si aspetta e ci si sorregge...anzi...spinge per superare i momenti di crisi; e così,  tra un pezzo di focaccia zeneize e i fichi (datteri per qualcuno di noi più bombardato del solito) iraniani, si arriva ad abbracciare un amico fino a Campoligure.

Bhè....non è che la motivazione dello sforzo fosse proprio rivedere il buon Sergio...diciamo che andavamo là più che altro per la sua Albertina!

La fatica ne è valsa la pena; ottima e abbondante. Dopo la crisi Medhi...orientale dell'andata,
il ritorno deve registrare il crollo di un Giuse che aveva dato tutto.
No problema, anche qui il rimorchiatore Agostino, spuncia il nostro fino in cima al Turchino.

Da qui in avanti solo discesa; l'unica difficoltà è ora rappresentata dallo slalom tra gli assatanati e rombanti motociclisti, emuli di Valentino Rossi, che in più di un' occasione ci fanno barba e capelli....maledetti... Superata, non senza difficoltà,  la caotica e "smoggosa" Voltri, ci avviamo al meritato aperitivo ai bagni S.Pietro di Arenzano, ospiti del mitico Cristiano.
Per me e Oscar resta ancora la salita della Colletta. Da segnalare le volate a 100 all'ora con Agostino e la caparbietà di Mehdi, un grande.
Ma su tutti Agostino in formato haibike in carne e ossa.
Grazie ragazzi, ci siamo regalati una giornata da incorniciare. Come direbbe Luca, 1 a 0 per la vita!


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