Eccoci a descrivere una nuova avventura ciclistica, nuova in tutti i sensi, perché questa volta non si è trattato di un'uscita in mountain bike (mtb), ma bensì di una gita in bici da corsa (bdc).

Da quando nel gruppo sono arrivati nuovi amici ciclisti stradali, questa disciplina ha iniziato a diffondersi come un'epidemia, anche tra i membri storici del gruppo. Visto che ogni scusa è buona per uscire e pedalare insieme, va bene tutto, anche la bici da corsa!

Il gruppo dei partecipanti alla gita è molto variegato e quello che salta all'occhio ad un osservatore esterno sono proprio le differenze che caratterizzano e contraddistinguono questa spensierata compàgine di corridori. Tra il gruppo troviamo di tutto. Si va dal semiprofessionista pensionato (e non) che sembra capitato nel gruppo per sbaglio, agli esordienti, fino ad arrivare ai ciclisti che sembrano personaggi della famosa coppa Cobram (quella fantozziana, non quella odierna).

Questo è dovuto, forse, un po' all'abbigliamento casual, un po' alle biciclette da noi utilizzate, che sembrano proprio quelle della scuderia ciclistica del '34 di Vincente Trueba (La pulce dei Pirenei) o di Giuseppe Martano.

Confrontate con i mezzi attuali in carbonio super leggero, questi mezzi in alluminio/acciaio/ghisa sembrano dei cancelli da recinzione, ottimi anche per appenderci cartelli tipo "Attenti al cane!" ma che all'occasione posso essere usati anche come mezzi di trasporto!!!

Ma...nulla potrà fermarci... si parte!

Alle 7.30 al raduno ci siamo tutti. Il gruppo si divide subito tra chi vuole emulare le gesta dei corridori della Milano-Sanremo e che vuole cercare (almeno) di arrivare in fondo! Questa divisione è solo momentanea perché all'altezza di Varazze ci si ricompatta per la foto di rito.

Alcuni amici del gruppo ci accompagnano per un tratto della nostra avventura e questo ci permette di tenere ritmi di marcia più tranquilli. Salutati e ringraziati quest'ultimi, si continua costanti verso la meta.

Successivamente le pause non mancheranno, vuoi per un caffè, vuoi per ricompattare il gruppo che si sfilaccia in mezzo al traffico cittadino.


La giornata ci regala un clima mite e soleggiato e questo ci permette di affrontare la fatica con uno spirito più raggiante. La direzione del vento è alterna e offre talvolta un aiuto alla pedalata, e talaltra un aggravio della stessa, ma le raffiche per fortuna non durano a lungo.

Il percorso è davvero unico e di straordinaria bellezza, certamente correre in strade a picco sul mare non ha prezzo. Ai nostri occhi si alternano scenari molto suggestivi. Si passa dall'Isola di Bergeggi,

all'Isola Gallinara

attraverso una tavolozza di colori che vanno dal blu notte del mare al bianco della spuma, passando per l'azzurro turchese del cielo. Alle volte sembra proprio di far parte di un quadro dipinto dalla mano di un gran pittore.

Tra soste e ripartenze si continua il cammino, e si affrontano anche alcune salite. Degne di nota: Capo Mele (tra Laigueglia e Andora), Capo Mimosa (tra Andora e Cervo) e Capo Berta (tra Diano Marina e Imperia). Quest'ultimo ci ha fatto spingere sulle gambe non poco, perché l'abbiamo affrontato a circa 90km dalla partenza, quindi già leggermente provati dalla fatica. Per fortuna la chimica ogni tanto ci assiste...
Nonostante questa fatica accumulata, una parte del gruppo, appena giunti al famoso bivio per la "Cipressa", non resiste e sceglie il percorso in salita, invece che quello pianeggiante sul mare.

La scelta non poteva essere più azzeccata, perché la salita della Cipressa ripaga ampiamente dello sforzo, offrendo il meglio di se. Durante i suoi circa 5Km abbiamo potuto annusare il profumo degli ulivi, ammirare la pace delle solitarie casette disposte sulla collina come in un presepio, e rimirare il sole riflesso sul mare increspato dalle raffiche di vento.

Praticamente un altro quadretto :)

Arrivati sulla sommità della Cipressa una foratura improvvisa ci costringe ad uno stop. Sarà per fortuna la prima ed ultima foratura della giornata. Visti i goffi tentativi dei ciclisti da mtb nel tentare di rigonfiare lo pneumatico, solo la lunga esperienza di Luigi poteva farci ripartire in un batter d'occhio.
La discesa della Cipressa è impegnativa, ci aggrappiamo ai nostri freni fino a farli fischiare. L'emozione della velocità è, come sempre, una scarica di adrenalina!
Giunti all'inizio di Sanremo incrociamo e percorriamo la pista ciclabile che unisce San Lorenzo al Mare a Ospedaletti, 20 Km di meraviglia allo stato puro. Questa pista, derivante dall'ex tracciato ferroviario attraversa e collega piccoli borghi, costeggiando il litorale. Nella stagione calda è possibile raggiungere spiagge e scogliere, mentre in inverno è possibile percorrerla in bici (anche noleggiandole nei molti punti presenti) oppure a piedi.

Raggiunta la testa del gruppo già con i piedi sotto il tavolo ci godiamo un ottimo pranzo in una locale trattoria sanremese. Non lesinando sulle portate ci alziamo da tavola sazi.

Il viaggio di ritorno viene percorso in treno

e i posti a sedere non potevano che essere con vista sul vagone delle bici. Come il pastore veglia sul suo gregge anche i ciclisti vegliano sui propri mezzi, pronti a scattare al primo movimento sospetto!

A chiosa di questo lungo racconto solo una semplice frase che riassume l'intera giornata:

"Quando la compagnia è giusta, tutto è più bello"

P.S. La Arenzano/Sanremo è candidata a diventare una gran classica da mettere a calendario nel futuro.




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